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Il diritto ambientale

25 Ottobre 2019
diritto ambientale

Per diritto ambientale si intende una branca del diritto che disciplina la tutela dell’ambiente. In quest’ambito, ci si può riferire sia al contesto nazionale che internazionale. Le tematiche più importanti sono le fonti di energia, la tutela del mare, la tutela del suolo e delle acque e lo smaltimento e gestione dei rifiuti.

Che cosa è il diritto ambientale?

Il diritto ambientale rappresenta nella giurisprudenza una disciplina alquanto complessa, poiché comprende strumenti di natura sia amministrativa che penale. Nella nostra Costituzione non si parla di ambiente essenzialmente fino al 2001, anno in cui viene implementata una riforma con l’introduzione del termine all’art. 117, che ha trasformato la materia in una competenza statale e non più regionale. Tuttavia, le Regioni hanno comunque mantenuto la facoltà intervenire quando su determinate tematiche quali la tutela della salute e il governo del territorio, concepite come materia concorrente tra Stato e Regioni.

Quali sono gli aspetti disciplinati dal diritto ambientale?

Come già anticipato, il diritto ambientale è un complesso di norme relativo a diversi settori, nello specifico:

  • Smaltimento e gestione dei rifiuti
  • Tutela delle acque e dei mari
  • Tutela del suolo
  • Tutela dell’aria e dell’inquinamento atmosferico
  • Fonti di energia

Le regole sulla gestione dei rifiuti riguardano lo smaltimento corretto dei rifiuti da parte dei cittadini al fine di limitare i danni all’ecosistema. Ciò soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti particolarmente dannosi per l’ambiente oppure tossici, che prevedono naturalmente degli iter di smaltimenti specifici.

Riguardo la tutela delle acque invece, il diritto ambientale prevede controlli severi e misure per impedire che le sostanze dannose finiscano nelle acque marine. Naturalmente, si tratta di misure volte a salvaguardare la salute e l’ecosistema, oltre che ad evitare pericolose conseguenze come la necessità di smaltire tali rifiuti nelle acque.

La tutela del suolo comprende l’attuazione di politiche efficaci di gestione dei rifiuti che possono causare conseguenze ambientali importanti. Inoltre, questa branca del diritto ambientale comprende anche normative precise riguardo la tutela dell’ambiente naturale e pratiche quali il rimboschimento dei territori forestali, bonifiche, rimozioni di zone inquinata tramite escavazione e altri biorimedi, ovvero degli interventi che sfruttano la digestione microbica di particolari sostanze organiche.

La tutela dell’aria consiste nella messa in atto di misure volte a ridurre le conseguenze dell’inquinamento atmosferico, ovvero il danneggiamento e la saturazione dell’aria che respiriamo. Un esempio di queste misure particolari sono le normative riguardo le emissioni di gas serra e il controllo di sostanze nocive all’interno dell’aria.

Per le fonti di energia, il diritto ambientale rappresenta una base giuridica che stabilisce tutte quelle norme relative alla produzione, estrazione e utilizzo di energie non rinnovabili e rinnovabili.

Il diritto ambientale ha profondamente cambiato l’approccio a questo tema da parte degli enti pubblici e non. Specialmente in Italia, qualsiasi tipo di attività che può potenzialmente rappresentare un pericolo per l’ambiente è scrupolosamente controllata prima e dopo la sua messa in pratica, attraverso dei controlli periodici posti in essere dagli organismi competenti. Tali controlli sono volti a stabilire, attraverso criteri specifici, quando si verifica un illecito ambientale. Proprio per queste ragioni, è molto importante inforrmarsi ed essere al corrente delle principali normative in materia per evitare sanzioni spiacevoli e conseguenze indesiderate per la propria impresa.

Per maggiori informazioni, vi indirizziamo alla pagina Wikipedia sull’argomento.