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Il diritto informatico

24 Ottobre 2019
diritto informatico

La nostra società è un mondo governato da regole comportamentali. Con gli sviluppi della tecnologia che hanno interessato soprattutto gli ultimi 10 anni, è naturale che anche il settore dell’informatica ha sviluppato un complesso di norme che ne regolano le dinamiche, che sono conosciute sotto il nome di diritto informatico.

Si tratta di una branca del diritto molto dibattuta, soprattutto per quanto riguarda il concetto di “Internet governance”, che prevede originariamente la totale libertà di trasmissione delle conoscenze. Infatti, sebbene tali regole sembrino a volte minacciare la libertà di espressione, rimane importante e fondamentale che anche questo aspetto delle nostre vite quotidiane sia disciplinato da un insieme di norme volto a tutelare i diritti e le libertà. Vediamo insieme quali sono gli aspetti maggiormente regolati dal diritto informatico.

La tutela della privacy nel diritto informatico

Il mondo di internet e dell’informatica è caratterizzato da un importante flusso di informazioni. In questo contesto, è importantissimo garantire agli utenti di internet il loro diritto alla privacy. Ciò significa tutelare i dati sensibili degli utenti ma anche garantirne di controllarne l’uso e la circolazione, e proteggerli dal rischio di utilizzo per vari fini.  Nel 2016, è stato approvato il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), una normativa che interessa profondamente sul comportamento dei titolari del trattamento di dati, come gestori di sistemi informatici, addetti alla sicurezza delle banche dati e fornitori di servizi internet. Abbiamo assistito di recente allo scandalo del Cambridge Analytica, in cui Facebook è stato accusato di non aver protetto in maniera adeguata la privacy degli iscritti, caso che ha innescato molti dibattiti sulla pratica illecita di raccogliere dati personali senza il consenso degli utenti. Nello specifico, attenzione è stata posta sul celebre “Facebook ID”, ovvero un numero assegnato ad ogni utente attraverso il quale è possibile per altre app risalire al nome della persona. Se la persona decidere di condividere le informazioni del profilo con tutti gli altri utenti, anche queste possono essere recuperate con il Facebook ID.

Dunque quali sono effettivamente i diritti dell’utente? Principalmente, ogni utente ha diritto di essere a conoscenza di dati personali a lui associati, di essere informato delle finalità del loro trattamento, di conoscere il responsabile del loro trattamento e di cancellare i dati trattati violando la legge.  Naturalmente, i diritti comprendono anche la facoltà di essere a conoscenza dell’obbligatorietà o facoltatività di fornire i dati personali e dei soggetti terzi ai queli questi dati possono essere comunicati. Ad ogni modo, il trattamento di qualsiasi dato sensibile nel diritto informatico è ammesso solo ed esclusivamente dietro consenso espresso dall’utente, in forma scritta.

Come può tutelarsi nel diritto informatico un utente i cui diritti sono stati violati? L’utente può far valere i suoi diritti attraverso un ricorso alle autorità, le quali possono effettuare un blocco, una sospensione o la cessazione del trattamento dei dati. La violazione della legge comporta tra l’altro sanzioni amministrative, civili e in alcuni casi più gravi anche penali.

La tutela del copyright nel diritto informatico

Il secondo tema più importante del diritto informatico è la tutela del copyright nello spazio del Web. Ogni contenuto digitale, software o banca dati rappresenta una creazione intellettuale ed è disciplinata dal diritto d’autore. Il diritto d’autore può a sua volta essere diviso in due parti: il diritto morale e diritto patrimoniale. Il diritto morale rappresenta il diritto alla paternità dell’opera e rientra tra i diritti inalienabili e imprescindibili. Il diritto patrimoniale rappresenta inveceil diritto esclusivo di utilizzare l’opera e di sfruttarla economicamente. Diversamente da quello moral, il diritto patrimoniale è temporaneo e si esaurisce 70 anni dopo la sua morte. Il termine inglese copyright, generalmente tradotto come diritto d’autore, ma si riferisce in realtà al diritto patrimoniale. Di conseguenza, le condivisioni in rete tramite programmi di file sharing di film o altro materiale, unitamente al possesso di software pirata e la copia di qualsiasi opera protetta da copyright sono da considerarsi reato penale punibile con reclusione e multa.

Per maggiori informazioni, vi indirizziamo alla pagina Wikipedia sul diritto informatico.